SociABILITA’, quella forza che ci spinge avanti tra sorriso e determinazione

Dovrebbe essere un mantra, un corollario che contraddistingua la quotidianità di ogni operatore sanitario. In questi anni, parlandone a più riprese con la dottoressa Tiziana Petrosino, abbiamo più volte ammirato la perseveranza e la vera e propria forza d’animo che contraddistingue chi lavora, quotidianamente, tra i reparti del centro di riabilitazione. Quella “sociabilità” che è un biglietto da visita per chi giunge nei nostri luoghi: dedizione, costanza, e tanta pazienza, sono il giusto elisir di chi antepone l’utente a qualsiasi altro aspetto che condizioni la propria missione; l’unico fattore ambientale che impedisce o quantomeno contrasta, la fantomatica sociabilità  può essere caratterizzato dal mancato rinnovamento di stimoli e di motivazione: con il tempo, così come la quotidianità, ci mettono di fronte alla routine abitudinale che condiziona e veicola ogni aspetto della nostra vita, dagli affetti alla professione.

È giusto in questo senso, affidarsi esclusivamente al senso di squadra e di missione che è proprio di chi accoglie e sostiene. Credo siano fondamentali due aspetti, in questa chiave, in antitesi ma allo stesso tempo complementari: il sorriso, contrazione di muscoli e gesto estremo di leggerezza e spontaneità; e la determinazione, un fattore-protagonista, invece, della serietà, dell’abnegazione, della diligenza.

Essere leggeri non vuol dire essere ingenui, essere determinati non vuol dire essere seriosi: in un reparto, tra i corridoi di un centro di riabilitazione, nella sezione autismo, si respira voglia di riscatto e di rinascita. Questo lo si comprende leggendo ed interpretando gli occhi dei nostri operatori: il loro know-how, la loro dedizione all’accoglienza si chiama sociABILITA’, quel sottile equilibrio di forze, tra sorrisi e determinazione.

Luigi Corcione

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