Resiliente: la virtù della canna di bambù.

È da un po’ di tempo che mi torna in mente l’augurio che un maestro faceva nel gruppo di supervisione: vi auguro non di diventare querce, che prima o poi si spaccheranno, ma fuscelli. Pare che i fuscelli, di cui la canna di bambù è l’esemplare più prezioso, godano della caratteristica del piegarsi sempre e non spezzarsi mai, accompagnando il movimento del vento, dal più dolce al più intenso e minaccioso, ma tornando sempre nella posizione eretta. Mi piace pensare alle metafore mutuate da madre natura, origine e custode unico di tutto ciò di cui gli esseri viventi necessitano.  Penso così, d’impeto, a tutte le persone resilienti che mi circondano, a tutti coloro che posseggono la virtù della canna di bambù. Sono belle le persone resilienti, che saltano, rimbalzano, per estensione danzano, riprendendo la loro forma originaria in seguito agli urti della vita. Diventano elastiche e, come tutti i materiali elastici, assorbono energia per poterla poi rigenerare in bene comune. Hanno guadato fiumi di cui non conoscevano la profondità, si sono persi senza mai perdere la strada, sono scesi in arene senza conoscere contro chi avrebbero combattuto, piegando il corpo senza mai abbassare la testa. Sono un esempio, a volte indicati, a volte avversati ma mai oltraggiati, perché la virtù della canna di bambù non permette di crollare mai. Grazie alle canne di bambù che conosco per essere sempre uno stimolo a pensare che il futuro comincia oggi e che non basta fare le cose bene, ma farle meglio degli altri.

“Quando soffia il vento del cambiamento, alcuni costruiscono muri. Altri, mulini a vento”. Dedicato.

Tiziana Petrosino

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